Categoria: 'Domande e risposte'
Irradiance map per rendering di qualità?
Daniele mi chiede:
Ho la necessità di impostare render per un concorso. Utilizzo come motore VRay. Ho impostato delle leggere riflessioni e rifrazioni, e nel render finale come primary engine ho impostato Quasi Montecarlo oltre a vari parametri consigliati da un tutorial. Il problema è quello dei tempi e della risoluzione.
considerando che l’immagine finale deve essere leggermente più grande di un A4, quale può essere la risoluzione ottimale?
C’è una maniera di ottenere rendere accettabili senza usare la Quasi Montecarlo come p.e.? Ad esempio calcolarli con l’Irradiance Map.
Ciao Daniele, ti ringrazio per lo spunto. Il tuo commento l’ho letto sull’articolo Come ridurre i tempi di rendering, ed in effetti in quel contesto non approfondisco l’argomento settaggi per rendering finale.
Premetto che non lo approfondirò in questa breve risposta ma comunque ci tenevo a darti qualche riferimento.
QUANTI PIXEL DEVE ESSERE IL MIO RENDERING?
In 3ds Max, uno strumento molto utile per capire di che dimensioni deve essere il nostro rendering è il Print size assistant.
- Menù Rendering > Print size assistant
Eccovi uno screenshot dello strumento:

Sebbene intuitive, ho commentato alcune opzioni, altre si spiegano da sole. (Per i rendering, io in genere mi tengo sui 150dpi).
IRRADIANCE MAP PER RENDERING DI QUALITA’?
Quasi Montecarlo produce un risultato “fisicamente corretto”, il suo calcolo è perfetto ed il risultato di alta qualità. Ma l’idillio cessa nel momento in cui ci rendiamo conto dei tempi che necessita un questo tipo di approccio.
Per gli esterni potete anche usare Quasi montecarlo, ma come Secondary bounce! Ci sono pochi rimbalzi quindi il risultato è ottimo, senza notevoli incrementi di tempo.
Detto ciò l’irradiance map è uno degli algoritmi più famosi di VRay! Si ottengono ottimi risultati, in un tempo decisamente inferiore. Per il rendering finale, generalmente io imposto irradiance map come primary bounce, così come segue:
- Min/max rate = -4 / 0
- Hsph. subdivs. 70
Naturalmente questa è una riposta moooolto esemplificativa, ci sono tante cose che si dovrebbere prendere in considerazione.
Prendete questo suggerimento come punto di partenza da cui fare i propri test.
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Vray, l'originale
Ricevo ancora dubbi e domande riguardo a Vray e le sue trasposizioni per i vari software in circolazione. Così ho girato la domanda all’Ing. Dimitar Dinev, CEO 3DWS e primo rivenditore italiano di Vray.
Ecco la sua ESAURIENTE e DEFINITIVA risposta.
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La risposta a questa domanda è molto semplice: Il software non è lo stesso.
Anche se il nome è il medesimo, come il principio di calcolo che sta alla base del software, il software si comporta in maniera diversa. Questo perché V-ray per Rhino/Sketchup, V-ray per TrueSpace e Vray per C4D vengono prodotti da società che hanno acquistato da Chaos software il Core di V-ray ma che lo sviluppano ed integrano personalmente per gli altri software.
Questo comporta una differenza sostanziale nella resa del programma, in quanto deve essete adattato ad un software che ha dei parametri specifici diversi da quelli di tutti gli altri software.
Possiamo anche stare a parlare di quanto sia effettivamente fatta bene questa conversione, (spesso non molto a dire il vero) ma il motivo che stà alla base di queste differenze è solo questo.
Attualmente Chaos Software produce e vende V-ray come plug- in per 3DS Max, mentre sono in Betatesting, e quindi in prossima release: V-ray stand alone, V-ray per Maya, V-ray per XSI e V-ray Real Time.
Tutte le altre versioni in commercio NON sono prodotte da Chaos Software ma da: Asgvis (V-ray per Rhino/ Sketch-up), Caligari (V-ray per TrueSpace) e LAUBlab (V-ray per C4D), il che le rende a tutti gli effetti prodotti simili ma NON UGUALI al V-ray originale.
In pratica è come prendere 2 Workstation assemblate da 2 produttori differenti, come DELL ed HP, che montano lo stesso processore prodotto da Intel. Anche se il processore è il medesimo è la società che decide quali componenti montarci attorno, e quindi i prodotti saranno per forza differenti.
Un altro esempio può essere quello dei monitor. Moltissime case produttrici montano piastre prodotte da Samsung, ma anche se le piastre sono assolutamente identiche i monitor sono diversi.
Spero di aver fatto un pò di chiarezza, resto a vostra disposizione per domande e chiarimenti.
ing. Dimitar Dinev
CEO 3DWS
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Render Farm: cosa sono e quali preferisco?

Rispondo con un post alla domanda di Anastassios perché sono sicuro che la cosa potrebbe tornare utile anche a qualche altro lettore:
…volevo chiederti se ad oggi hai mai sentito parlare delle “fattorie” per render …. grandi capannoni super attrezzati per realizzare render a distanza… prevalentemente in america mi dicevano.
Mi aiuti ad approfondire la mia ricerca? ovviamente se esiste una cosa del genere.
I capannoni super attrezzati stracolmi di computer a cui si fa riferimento sono più comunemente noti come Render Farm, esattamente come dice il nostro lettore: Fattorie per Render.
Naturalmente non si tratta (sempre) di capannonni o robe del genere, per render farm si intende semplicemente una serie di pc connessi in rete allo scopo di macinare, il più velocemente possibile, render su render.
Le Render Farm sono nate per rispondere all’esigenza di grosse produzioni ma oggi, grazie ad internet, entrano facilmente in ogni casa grazie a dei moduli di interfaccia che permettono agli utenti finali di manovrare la render farm a proprio piacimento… e pagamento.
I costi non sono affatto proibitivi ma la situazione va comunque valutata. I costi sono esclusivamente legati al tempo di utilizzo della render farm ed ogni servizio ha le sue caratteristiche.
Tanto per iniziare, vi lascio alcuni link che ho tra i preferiti…
E’ solo un inizio, vi consiglio di fare un giretto cercando la parola chiave “render farm“. Alcuni di questi servizi offrono il primo render gratuitamente per far testare il proprio servizio.
Meglio saperlo (-:
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Nurbs o Poligoni, questo è il dilemma.

Ciao Ciro [...] ti scrivo perchè faccio fatica a muovermi”razionalmente” in 3d studio max. Mi spiego.Sono studente di disegno industriale, e ho sempre utilizzato programmi CAD (solidworks, proE ecc..) che impostano l’utente ad un approccio razionale.
Se devo fare la scocca di un cellulare, devo già più o meno avere in mente come muovermi. In più l’approccio è matematico, ovvero sono i parametri che mi definiscono le varie operazioni che compio.Mi sono però nel frattempo appassionato alla grafica 3d in generale, e ho messo le mani in molti programmi (softimage XSI, alias, maya, rhino, 3ds ecc..) E qui arrivo al punto.La difficoltà maggiore che ho incontrato sta nel fatto che non ho un controllo preciso di quello che faccio.
Ho guardato alcuni video tutorial di 3ds sulle auto. E’ un continuo aggiustare, aggiungere linee, allargare il punto, spostare il poligono, ovvero non sarà mai precisa l’auto… soprattutto se prendiamo oggetti più piccoli, in cui la deviazione è più evidente.
[ Modellazione ] Ciao Pietro, prendo spunto dalla tua domanda per chiarire un paio di concetti basilari che – diciamo – dividono in due grandi famiglie le vie da seguire per qualsiasi tipo di modellazione. Premetto solo che non esiste una migliore, ma solo la più adatta.
Mi riferisco alla modellazione Nurbs e alla modellazione Poligonale.
La modellazione Nurbs è un tipo di modellazione matematica basata sulle curve e che permette un controllo perfetto di quanto si va a creare. Nurbs sta per Non-Uniform Rational B-Spline che è l’algoritmo matematico che governa la creazione di questi “oggetti”. Le Nurbs sono perfette in quanto matematiche, e sono particolarmente adatte a creare modelli precisi… soprattutto al fine di protipare e/o produrre oggetti reali.
Ti imbatti in programmi che ne fanno uso quando apri Rhino, Maya, Modo ecc… Non che 3ds max non le abbia, ma non è fatto per quel tipo di approccio per cui è sconveniente usare 3d studio max per lavorare con le Nurbs (a meno che non si usi power nurbs… anche se vi confesso che ho spesso avuto problemi nell’esportazione!).
L’altro tipo di modellazione è quella Poligonale. La modellazione poligonale è una modellazione basata su un insieme di facce (poligoni) approssimativa, non precisa… ma anche non rigida e molto versatile. Le ritoccatine, i punti appena spostati sono tipiche della modellazione poligonale, una modellazione a mio parere decisamente più artistica. Modellare in poligonale è un pò come lavorare la plastilina… il modello di riferimento ci vuole ma non è tutto, è una modellazione che lascia spazio all’improvvisazione ed alla fantasia.
E’ adatta al visual, alla modellazione organica (persone, mostri, animali..) ciononostante è adatta a generare oggetti visivamente perfetti, adatti per i contesti dove non è necessaria una verifica millimetrica.
Tutto questo non vuol dire che è vietato modellare un’auto in poligonale o un umano in Nurbs… anzi, in molti così fanno. Io per esempio modello imbarcazioni in poligonale!! Ma solo perché, conoscendo meglio il poligonale, faccio prima. Sebbene riconosca che le Nurbs sarebbero la retta via (-:
Vi lascio un pò di link interessanti presenti sul mio blog:
- Imparare la grafica da un blog…
- Un videotutorial di modellazione Nurbs
- Un videotutorial di modellazione Poligonale
Ciao Pietro, grazie ancora dello spunto e… chi vuole aggiungere qualcosa è il benvenuto!
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3d studio max: da dove iniziare?
Vuoi usare 3ds max ma stai pensando:
- Non so da dove iniziare
- Vorrei delle dritte
- Vorrei una guida online per iniziare con 3ds max
Allora sei sull’articolo che fa per te. Leggilo tutto e troverai tante informazioni utili!
Quando vediamo dei lavori incredibilmente belli non c’è da spaventarsi! E a tal proposito ci tengo a chiarire che la bellezza dei lavori non dipende dal software 3d utilizzato.
Il punto è che 3d studio, Maya, Cinema 4d sono strumenti al servizio della nostra bravura e fantasia. Se è chiaro cosa si vuole realizzare, e se questo “cosa” è valido, bello, pregevole.. allora qualunque software si utilizzi produrrà – con tutta probabilità – un ottimo risultato.
Tutto sta nell’avere ben chiaro il risultato finale.
ll software che si utilizza non è altro che uno strumento.
Per questo motivo sono importanti sia i tutorial per conoscere bene certi aspetti tecnici, sia conoscere un pò di fotografia, colore, composizione e tutte queste materie legate all’arte visuale.
Lascio qui di seguito alcuni link per muovere i primi passi con 3ds max:
- Corso 3ds max 2009 – Videocorso a basso costo, in italiano!
- Ecosystem 3d – Corsi e tutorial per 3d studio
- Ogiva.net – Videtutorial in italiano gratuiti per 3d studio
- Manuale Apogeo – Provato sulla mia pelle… consigliato.
Naturalmente anche il mio 3d blog è una (spero) buona risorsa, sempre ricca di novità, tutorial e file gratuiti da scaricare.
Se sei interessato ad un corso di 3ds Max lascia qui la tua mail. Sarai avvisato in caso di corsi 3ds max particolarmente interessanti e convenienti!
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Orizzonte sfocato con Vray? Ma anche no..

Ho ricevuto questa domanda:
Ciao Ciro;
è da un mese che sto cercando di usare vray e 3ds.La scena che ho creato contiene un piano vray con illuminazione vray sun e sky.
Da una settimana sto tentando di far si che la linea d’orizzonte del piano che confina con il cielo diventi sfocata…cioè mi spiego meglio: vorrei che la linea d’orizzonte del piano non sia un taglio netto (una linea tra cielo e terra). Ho fatto differenti test sui parametri Vray sun, ma non trovo soluzione.
Girando nei forum ho visto che consigliano di agire sul dirty dei parametri del sole, ma personalmente non ho trovato ciò che cerco. Sperando di trovare la soluzione colgo l’ocasione per ringraziarti per i tuoi tutorial su Vray da cui ho tratto innumerevoli spunti.
[Domande e Risposte] – Ciao … grazie e per i complimenti e per lo spunto che mi dai, proverò a darti un buon consiglio.
Letta la tua domanda mi sono chiesto : “perché vuole sfocare l’orizzonte?” o meglio… perché c’è un orizzonte??
In genere, nella vita quotidiana e nelle foto in genere, l’orizzonte non appare mai, a meno che non si tratti di mare o di una piana desertica, dunque credo che quello che ti fa “strano” è a monte: inquadrare e vedere l’orizzonte.
Potresti rifletterci su e valutare che quella linea non dovrebbe esserci, quindi potresti coprirla in modo astuto con altri “oggetti 3d”: c’è sempre qualcosa tra noi e l’orizzonte.
Alla domanda diretta “come si sfoca l’orizzonte?” non saprei cosa consigliarti in termini di parametri v-ray… ma, se posso darti un consiglio personale, non perderei troppo tempo a caccia di parametri e proverei a risolvere il problema in altro modo, utilizzando: Z-Depth + Photoshop + Lens Blur. Facile e veloce.
La mappa Z-depht è un’immagine in bianco/nero che indica in bianco gli oggetti più vicini, sfumando fino al nero per quelli più distanti. Potresti provare ad utilizzare la mappa z-depht, importarla in photoshop e sfocare in lontananza con il filtro “gaussian blur”. Ti consiglio un link che spiega in dettaglio il procedimento tecnico. Il tutorial che ti suggerisco si riferisce ad oggetti più o meno in primo piano, ma nulla vieta di applicarlo a gradi distanze, quindi all’orizzonte.
- Sfocatura con Photoshop – Treddi.com
Una cosa è certa: sono quasi certo che non esista un paramentro diretto per fare con V-ray un sfocatura dell’orizzonte. Magari c’è qualche trucco “tecnico” che onestamente non conosco… ma se proprio devi usare qualche trucchetto allora ti consiglio l’utilizzo di photoshop in postproduzione come sopra detto.
In generale io eviterei di fare vedere la linea dell’orizzone dato che è una cosa abbastanza irreale… viceversa in rappresentazioni più “concettuali” non mi vergognerei di mostrare l’orizzonte.
Infine.. quando proprio voglio far velocemente alzo la camera finché la linea dell’orizzonte esce dall’inquadrata. Banale.. ma spesso efficace.
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Manuale: 3ds max e Architettura
Qualche giorno fa Bersek19 mi scrive:

ciao, sono uno studente di architettura e ho deciso di utilizzare il 3ds max per renderizzare i miei progetti realizzati con autocad. siccome sono alle prime armi, volevo chiederti se x caso esiste un manuale valido x l’utilizzo del 3ds max, indirizzato soprattutto all’architettura… grazie mille della tua disponibilità.
[Domande e Risposte] Ciao Bersek, seppure con ritardo eccomi a rispondere alla tua domanda.
Appena l’ho letta ho subito pensato ad un manuale, molto ben fatto, della Apogeo che guarda caso si chiama proprio “3ds max per l’Architettura“! Credo che sia il manuale che fa al caso tuo… del resto anch’io ho iniziato tanto tempo fa con lo stesso solo che era dedicato a 3ds max2!
Puoi dare un’occhiata alla produzione Apogeo, che ritengo davvero valida e magari leggere un post scritto tempo fa proprio su questo libro: Manuali 3ds max.
Spero di esserti stato utile!
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Come dare volume alla luce con Vray per Rhino?
Ricky mi scrive chiedendomi:
Ciao Ciro sono un giovane architetto di Napoli ed avevo una domanda da farti: poichè utilizzo per la modellazione rhino 4.0 e come motore per i rendering Vray mi chiedevo in che modo posso dare volume alla luce per rendere i fasci di luce visibili per immagini più realistiche.
Ti ringrazio in anticipo per la tua dritta.
La prima immagine che mi viene in mente leggendo “dare volume alla luce” è stata la buona, vecchia, cara funzione Volume Light che si trova nel pannello Rendering -> Environement -> Atmophere -> Volume Light… di 3ds studio Max, funzione che ebbi la gioia di scoprire proprio grazie a 3DS Max 2, un vecchio/ottimo manuale della Apogeo, e che fa riferimento al motore di rendering Scanline.
Ho detto “vecchia funzione” un pò di proposito, in quanto l’utilizzo delle luci volumetriche è stato molto presente nei rendering di quale anno fa, non che adesso non si utilizzi più… non intendevo dire questo! Ma sicuramente meno di prima, forse è proprio per questo che non è possibile fare una cosa del genere direttamente con il motore V-ray, come mi chiedevi.
Sicuramente in postproduzione, magari con Photoshop, la cosa diventa facile e veloce da realizzare. A tal proposito ricordo un tutorial apparso tempo fa sul sito Evermotion
Ti lascio il link sperando di esserti stato d’aiuto.
C’è un punto sul quale la penso diversamente, per cui vi lascio una domanda: fino a che punto un fascio luminoso dà più fotorealismo?
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Perché non appaiono le ombre se uso gli Rpc con V-ray?
Pier Luigi – dopo un paio di complimenti (grazie!) – mi scrive:
…sto facendo dei render di un esterno (uso max 9 + vray 1.5r3) e ho messo alcune persone come oggetti rpc, il problema quando renderizzo è che non proiettano ombre!
Sai dirmi come posso fare per far si che vray si accorga di loro? sennò mi toccherà metterle con photoshop… grazie dell’aiuto, Pier Luigi
Ebbene sì Pier Luigi, mi sa che ti toccherà mettere a posto le cose con Photoshop! Cosa che tra l’altro è successa a me alcuni anni fa quando mi accorsi della “tragica” cosa!
La colpa non è di V-ray, ma degli Rpc, i quali non riuscendo ad intersecare i fasci luminosi non producono ombre (vabbè.. è banale ma dovevo dirlo!)
Se non erro in questi anni la Archvision ha preso provvedimenti, infatti esistono alcune librerie i cui oggetti effettivamente producono ombre, com’è logico che sia in campo 3d. In ogni caso se hai tutto ultimato e si tratta di immagini statiche con Photoshop risolvi in poco… un pò artigianale, ma efficace.
Altra via per affrontare il problema è quella di utilizzare altri tipi di personaggini, ad esempio quelli in low-poly prodotti dalla Axyz-Design. I modelli sono davvero ben fatti e soprattutto, essendo dei veri 3d, riescono a essere avvolti dalla luce della scena rendendo tutto più fotorealistico.
- Axyz Design: Modelli 3d gratuiti – Low Poly
Spero di esserti stato d’aiuto.
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Frequentare un corso di grafica 3d o essere autodidatta?
Vaughan mi scrive:
Vorrei sapere da dove iniziare per entrare nel mondo della grafica 3d professionale.Per intenderci, bisogna frequentare corsi particolari oppure una buona dose di passione, manuali e chili di tutorial possono bastare?Una volta raccolta l’esperienza necessaria come ci si può introdurre a livello prodessionale?
Sono convinto che una buona dose di passione, manuali e chili di tutorial sono più che sufficienti per i primi anni. Frequentare un corso di grafica 3d è un ottima soluzione, soprattuto nel caso in cui si lavora dunque si ha poco tempo a disposizione ed è quindi obbligatorio trovare un modo per apprendere in modo più “accelerato”.
Il far da sé ha infatti questa piccola pecca: si perde tempo per cercare, capire, trovare le fonti giuste, fare i tutorial giusti. Insomma, per imparare si paga soprattuto con il tempo, mentre frequentando un corso si paga soprattutto con i soldi!
Ognuno scelga la fonte di ricchezza di cui più facilmente dispone: tempo o denaro.
Per introdursi nel mondo lavorativo a livello professionale produrre immagini e farsi notare sui forum nazionali ed internazionali è sicuramente una delle vie migliori, soprattutto considerando che le società che lavorano con la grafica 3d ad un certo livello è proprio lì che vanno a caccia!
Io ho iniziato nel 1997 con i miei primi rendering, armato di tantissima passione (che ancora non mi abbandona) iniziai con 3d studio max 2 poiché era di gran lunga il software più diffuso e dunque era più facile trovare materiale per apprenderlo sul nascente web.
Mi permetto di suggerire 2 link che mi hanno aiutanto tanto e che tutt’ora trovo più che validi:
- www.ecosystem3d.com – Manuale di 3d studio | comandi e tutorial
- www.ogiva.net – Videotutorial in italiano per iniziare ad imparare 3d studio
Chiunque voglia aggiungere qualcosa a quanto detto è più che benvenuto!
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