Educational Blog – Ciro Sannino

Archive for gennaio, 2009

Come ottenere un effetto miniatura con Photoshop

Parliamo di un semplice trucchetto per trasformare una foto normale in una che sembri lo scatto di una riproduzione in miniatura. Con Photoshop… ma anche senza!

Avete presente quel simbolo di “fiore” presente in quasi tutte la macchine fotografiche digitali?

Non sono un espertone, ma se non ricordo male si chiama macro. Quest’impostazione permette di scattare foto ad oggetti molto vicini all’obiettivo, tenendo fuori fuoco sia gli oggetti vicinissimi e quelli lontani.

Vi è mai capitato di scattare una foto ad una farfalla, o un filo d’erba piuttosto che un cristallo di neve… da molto vicino usando proprio questa funzione? Sono molto belle queste immagini e quando le riguardiamo ci danno subito la sensazione che l’oggetto inquadrato sia davvero piccolo.

E’ proprio il forte contrasto tra gli oggetti a fuoco e quelli fuori fuoco che dà subito questa sensazione.

Ebbene, se riproduciamo artificialmente quest’effetto con una foto qualsiasi, vi garantisco che avremo la sensazione di aver fotografato una miniatura! Ad esempio la foto in alto è una foto normale di Amalfi… ritoccata secondo queto criterio!

Il procedimento è semplice:

  • Scegliete una foto che si presti a questo genere di ritocco (dove sia spiccata l’orizzontalità del soggetto. La torre Eiffel – per esempio – non sarebbe il massimo!)
  • Fate un paio di selezioni: zona superiore + zona inferiore.. e sfocate le sole selezione con Gaussian Blur (così quelle zone sembreranno fuori fuoco)
  • Poiché le miniature hanno sempre colori molto vivi: Contrastate fortemente l’immagine

Per chi non conosce tanto bene Photoshop o è semplicemtne un pò pigro, consiglio un sito che fa in automatico tutto questo processo: Tiltshiftmaker.com!

Anche se Tilt Shift Maker fa tutto in pochi clic, ho preferito spiegarvi il concetto e come farlo con Photoshop, per sviluppare ancora un pò il nostro senso critico.

Allora… buone miniature! (-:


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Vray – Oggetti che riflettono solo la luce

Da quando ho iniziato il corso di Vray (ne approfitto per salutare i miei amici corsisti!) sono particolarmente concentrato su Vray stesso… ma a breve mi sentirete parlare nuovamente di Photoshop e 3ds Max!

Ma veniamo al titolo: “Oggetti che riflettono solo la luce“. 

Dovrebbe far… “riflettere”: davvero esistono oggetti che riflettono la sola luce?

Ma… se un oggetto riflette, riflette tutto, non solo la luce! Ed infatti è così, ma in molti casi ci sono oggetti che riflettono molto poco e quando c’è una luce di una certa intensità si ha la sensazione che sia la sola luce ad essere riflessa. 

Mi vengono il mente un’anta in legno, o una parete osservata  in modo molto parallelo. Qualcuno potrebbe parlarmi di effetto fresnel. Ok, sono d’accordo, ma oggi intendo concentrarmi sul fatto che queste superfici – in talune condizioni – sembra che riflettano solo la luce.

E’ chiaro che è un’approssimanzione! Ma possiamo utilizzarla a nostro vantaggio per accorciare un altro po’ i tempi di rendering: vediamo come.

Useremo le opzioni Highlight e No trace Reflections

La condizione necessaria è che ci sia una Vray light in scena
(Attenzione: *senza* spunta su Store With Irradiance Map)

Per ottenere un materiale come quello che vedete nell’immagine in alto, impostatelo in 4 step così:

Cosa succede con questo settaggio? E cos’è questa misteriosa “Trace Reflections”?

Togliendo la spunta da Trace Reflections diciamo a Vray di non riflettere alcun oggetto, allo stesso tempo il settaggio delle highlights dice a Vray di riflettere i punti luce (che impostando a 0,7 saranno sufficientemente ampi).

Morale della favola: il nostro materiale rifletterà soltanto la luce (-:

Di solito per ottenere quest’effetto si ricorre al parametro Glossy Reflections, che però impiega più tempo dato che deve calcolare la riflessione e poi sfumarla sulla superficie.

Nei miei semplici test ho verificato un risparmio del 30/40% di tempo, per ottenere più o meno lo stesso effetto.

Badate che questo “trucchetto” non è la soluzione a tutti mali che affliggono i nostri render, ma è certamente un’arma in più ad utilizzare al momento giusto.

A buon render!


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Materiali composti con 3ds Max

Ringrazio Lillo Cangialosi, che sul mio gruppo Voglio imparare Vray di Facebook, mi pone la seguente domanda:

[..] mi dite come posso creare uno specchio e su questo realizzare una serigrafia satinata a maglia romboidale? [..]

Appena letto ho pensato che poteva essere un ottimo spunto per parlare di come realizzare materiali”composti” con 3ds max.

Dunque l’argomento del giorno è il materiale BLEND.

Se, nel material editor,  cliccate su [ STANDARD ] vi renderete subito conto che in realtà esistono vari tipi di materiali selezionabili. C’è lo standard, c’è VRayMtl (materiale vray) e fra i tanti… anche un certo BLEND!

Ma a cosa serve il materiale BLEND?

Blend serve a creare e miscelare facilmente dei materiali, allo scopo di ottenere un materiale composto.

( Se state creando un materiale da zero, dopo aver scelto BLEND scegliete “discard old material” e cliccate OK. Vuol dire che il materiale precedentemente esistente viene cancellato. Se state creando un materiale da zero è preferibile fare così )

A questo punto è tutto molto semplice. Avete 3 slot a vostra disposizione: Material 1, Material 2, Mask.

Nei primi 2 slot create i due distinti materiali da miscelare, mentre nel 3° slot (mask) inserite una mappa in bianco e nero.

E’ questa mappa a “decidere” in che modo i due materiali devono essere miscelati. Nello specifico: la maschera associa sempre il materiale1 alle zone nere ed il materiale2 a quelle bianche.

A questo punto, per risolvere il caso di Lillo, basterà creare un materiale BLEND così costituito:

  • In Material 1 => creiamo un materiale Specchio
  • In Material 2 => creiamo un materiale Vetro satinato
  • In Mask => mettiamo immagine in bianco e nero con forme romboidali

Il processo è davvero semplice. Ma se dovesse apparirvi a prima lettura complicato, vi basterà guardare la mia immagine per schiarirvi velocemente le idee (nel mio esempio miscelo un vetro normale con uno satinato, usando come maschera una fantasia qualsiasi)

Consiglio a tutti quelli che non avessero mai usato il materiale blend, di darci un’occhiata perché risolve velocemente e facilmente una serie di situazioni molto comuni, specie nei rendering architettonici.

Come sempre… a buon render (-:


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Modelli 3d: del virtuale… al reale

Prototipazione rapida. Mai sentito questo nome?

Sono certo di sì, ma per tutti quelli che non ne hanno mai sentito parlare possiamo dire, in due parole, che si tratta di una serie di tecniche che permettono “stampare” veri oggetti in 3 dimensioni partendo da modelli 3d virtuali.

La parola “prototipazione” lascia facilmente intendere che sia tratti di tecnologie atte a produrre prototipi.. ma come sempre l’abbassamento dei costi permette – ad un certo punto – di traferire procedimenti industriali a livello commerciale.

Ecco come nasce: Shapeways.

Shapeways è un portale che permette di uploadare modelli 3d da noi realizzati, e ricevere in 10 giorni il modello fisico corrispondente. Un mio caro amico cura la gadgetteria ufficiale di varie squadrea di calcio, ed ogni volta che un modello, un pupazzo, una mascotte da lui modellata diventa un oggetto fisico palpabile.. la soddisfazione si moltiplica!!

Non posso che confermare l’emozione in prima persona, avendoci collaborato per un annetto (-:

Sono tante le caratteristiche interessanti di questa iniziativa, e chi lavora con il 3d chissà quanti oggetti e parsonaggi che ha modellato, vorrebe che prendessero forma! Shapeways è l’occasione, la prima occasione… sono certo che a breve ne nasceranno tante altre.

Ma non vi dico tutto, c’è un video che spiega chiaramente il progetto ed il funzionamento di tutto il meccanismo. Molto, molto interessante… mi sa che prima o poi qualche oggettino lo stampo anch’io! (-:

  • Shapeways – Creare oggetti reali in 3 dimensioni

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